La chiesa di Castello fu ricostruita come chiesa nel XIII
sec., perché prima era un castello medioevale; da qui ha origine
il nome della frazione Castello.
Il castello medioevale era stato costruito sopra un vulcano
spento, per evitare eventuali assalti.
Infatti, prima dellarrivo delle strade asfaltate, era
difficilissimo arrivare in paese e questo avvantaggiava i Conti
Maltraverso, i quali dominarono dal X al XIII sec.
Erano i Signori di Lonigo e di Montello.
Struttura dellantico castello
Al centro del piazzale cera la rosa dei venti. Il
castello era circondato da mura alte circa 50m.
La costruzione aveva due entrate: una da cui entravano il conte e
la contessa, e unaltra da dove entravano le cosiddette
dame di compagnia.
Ad ovest si trovava una chiesetta, dove anche adesso si celebrano
le messe.
Poi, cosa che si può notare anche attualmente si erge il
campanile.
La cappella é stata distrutta il 21.7.1827 ed é stata
ricostruita nel 1895.
Dal piazzale si aveva accesso allalloggio dei conti
Maltraverso e, prendendo la scalinata principale, si aveva
accesso alle cucine.
In fondo alla scalinata principale, cera una fontana che
poi é stata demolita per edificare il teatro.
I soldati dormivano nei sotterranei del castello, e
lattuale campo sportivo veniva usato come cimitero per le
guardie.
Si tratta di interessanti scavi compiuti nellarco
dellultimo triennio:
* Ritrovamento delle antiche cucine del castello, nel 1982.
* Ritrovamento di scheletri ed armature con armi medioevali nel
1966.
* Ritrovamento nel 1997 di una pietra con iscrizioni in latino.
Fig.1 Chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista
Nella memoria di ogni persona alcuni episodi rimangono
impressi in maniera indelebile, siano essi positivi o negativi,
apportatori di buoni o cattivi cambiamenti.
Anche i pochi terribili minuti di un primo sabato del mese di
marzo (era il 5 marzo del 1960), quando verso le 17.00 dei
fulmini colpirono il campanile della chiesa di San Giovanni
Battista (Fig.1) e provocarono danni enormi alla sottostante
chiesa (Fig.2 e 3), sacrestia e oratorio, rimangono indelebili
nella memoria di quanti li vissero.
Quel pomeriggio ci fu un arrivo improvviso di nuvole basse, nere
e minacciose che, in pochi minuti, lasciarono la parrocchia nella
paura, nella disperazione e nellimpotenza. Se si pensa alla
povertà di allora, alla continua emigrazione della popolazione,
alle strade senza asfalto e impraticabili dopo ogni acquazzone,
strette o ridotte a viottoli per certe contrade lontane, alle
scuole elementari ridotte a poche aule per tanti alunni, alla
mancanza di luce elettrica in molte contrade, si può concludere
che di mitico in quegli anni ci fu ben poco.
Fig.2 Il tetto sfondato sopra laltare
Nel corso degli anni Sessanta si stavano ponendo le basi per
un miglioramento, almeno economico del paese; vi era
probabilmente nella gente più disposizione a sentirsi uniti:
bastavano una sagra, una chiamata del parroco, una difficoltà
per vedere la popolazione unita nellaccorrere a
nellaffrontarla.
Daltra parte i mezzi di trasporto erano limitati (qualche
mitica Vespa e Lambretta!).In una lettera al prefetto, scritta il
10 agosto 1964, il parroco aveva fatto presente alcuni bisogni
della frazione di Castello, fra cui le scuole elementari con
appena quattro aule e cortile impraticabile e pericoloso; la
strada Capoluogo-Castello in condizioni punitive; le contrade
Camaole, Scarsi, Castron senza strada; la strada
fonda e la strada intercomunale S.
Giovanni-Vignaga-Chiampo , in stato di completo abbandono.
Se i danni del fulmine erano stati riparati, non erano fini i
guai che allontanavano il giorno della consacrazione
della chiesa. LImpresa Augusto Mainente si fece carico per
la sistemazione dei cortili est ed ovest della canonica. Dopo il
franamento dello scalone della canonica avvenuto il 18 novembre
del 1961, si dovette intervenire in maniera radicale
sullangolo sud-ovest del sagrato della chiesa.
Fig.3 I merli superstiti sul campanile
Finalmente, dopo aver rifatto il pavimento della chiesa, si
giunse alla sua consacrazione il 22 agosto 1965, per opera del
vescovo locale Mons. Angelo Rivato che, nello stesso giorno,
diede il Sacramento della Cresima a 157 bambini.
Il vescovo Zinato con precedenti accordi, aveva gentilmente
concesso a Mons. Rivato di presiedere alle cerimonie ed era
atteso per le ore 17.00 della strada di Chiampo.
Dal Roccolo fino a Castello era stato abbellito il percorso ed
imbandierato a festa: molti parrocchiani motomuniti, e con
qualche macchina, sostavano al Roccolo, sbirciando lungo la Valle
del Chiampo; archi nei pressi delle contrade aspettavano il
passaggio del vescovo e i fanciulli e le fanciulle, appena
cresimate, si erano riversate nella piazza in trepida attesa.
Peccato che la macchina del vescovo imboccasse la tradizionale
strada della valle dAlpone, e giungesse a Castello
inaspettata su per le rive, mentre la maggioranza dei
fedeli, delusi, erano al Roccolo in attesa di formare il corteo!
Ma ormai la chiesa era stata già consacrata ed i bambini
cresimati!
E proprio vero che la vita umana é costellata di sorprese:
due fulmini possono cambiare in poco tempo la tranquilla vita di
una parrocchia e larrivo del vescovo, dalla parte inattesa,
provocare un certo subbuglio nei parrocchiani.