Scuola media "M. Marcazzan"
di San Giovanni Ilarione


Interviste Il sindaco Il parroco Le suore Gli anziani

INTERVISTE

Il nostro gruppo di “giornalisti di classe”, composto da Dario Gambaretto, Gianluca Cabrini e Matteo Simonini, é andato a intervistare parecchie persone in giro per il paese, allo scopo di raccogliere informazioni, notizie, opinioni sulla vita quotidiana della nostra comunità.

Intervista al Sindaco

Per iniziare questa parte, proponiamo l’intervista che il nostro gruppo ha realizzato con una personalità come il nostro primo cittadino, Flavio Vandin che, nonostante i suoi numerosi impegni, ci ha ricevuti nel suo studio. Gli abbiamo rivolto domande sul paese, su sé stesso e sui suoi colleghi. E lui ci ha risposto con molta disponibilità.
· Come si trova a essere capo di un paese?
E' un incarico importante e pertanto dà molte soddisfazioni: però, devo rinunciare a molte altre cose.
· E' stato difficile per lei essere eletto? Se si, perché?
Il nostro unico merito è stato quello di avere impostato una campagna elettorale seria e di aver dato il meglio delle nostre forze, offrendo la garanzia ai cittadini di poterli soddisfare nelle loro richieste.
· Perché si é candidato a sindaco?
Perché ritengo che bisogna impegnarsi per la collettività, non solo a parole, ma anche con i fatti.
Candidarmi a Sindaco ha voluto essere una risposta concreta a quanto poco sopra affermato.
· Come si trova con il suo “TEAM” di lavoro?
C’é un rapporto di stima reciproca: da tutti richiedo il massimo impegno ed una grande professionalità.
· E’ facile o dofficile rivestire la sua carica?
E’ difficile essere sindaco, perchè si deve agire e prendere decisioni per tutti i concittadini
· Le decisioni che prende sono in linea con quelle dei suoi collaboratori?
C’é sempre unanimità di intenti.
· Che cosa si propone di fare, in concreto, come sindaco?
Vorrei poter realizzare tutto il programma elettorale che spazia dal sociale allo sportivo all’economico, senza trascurare i nostri concittadini più giovani.

Intervista al parroco

Il nostro gruppo di “giornalisti di classe” é andato a intervistare il parroco della nostro paese, Don Elio, che, gentilmente ha risposto alle nostre domande.
· Da quanti anni é parroco in questa comunità?
Sono parroco di questa comunità da quattro anni.
· Perché ha deciso di diventare parroco?
Ho deciso di diventare parroco perché sentivo il bisogno di mettere la mia vita al servizio degli altri.
· Dove ha studiato per diventare parroco?
Ho studiato al seminario Diocesano di Vicenza.
· Ci parli delle chiese nelle quali é stato precedentemente.
Dal 1967 al 1971 a Recoaro Terme, dal 1971 al 1980 a Chiampo, dal 1980 al 1993 a Priabona e, dal 1993, sono in questa Chiesa, cioè Santa Caterina in Villa.
· Che attività si svolgono in Parrocchia, per i ragazzi?
Per i ragazzi si svolgono queste attività: Catechismo, A.C.R. (Associazione Cattolica Ragazzi).
· Quali attività svolgono i fedeli all’interno della parrocchia?
Come prima cosa vedo un sostegno di gente molto elevato a Messa: molti donano una piccola offerta a piacere, per sostenere le attività parrocchiali.
· Quali sono i principali problemi sociali di questa parrocchia?
Secondo me, in questo paese, c’è quasi tutto; però manca un centro di ritrovo per i ragazzi.
· In questi ultimi anni, é cambiato lo spirito della comunità? Se si, in che modo?
Si é cambiata molto, perché, come prima cosa, é più aperta e come seconda cosa, vive attivamente e in modo più partecipe.
· Pensa che la partecipazione alla vita della comunità religiosa della Parrocchia sia viva e creativa?
Si, é viva ed attiva in tutti gli aspetti.

Intervista alle suore

Il nostro gruppo é andato a rivolgere una piccola intervista alle suore del nostro paese.
· Come vi trovate nel vostro ruolo di suore?
Nel nostro ruolo ci troviamo molto bene.
· Siete sempre riuscite a raggiungere i vostri obiettivi?
Per la maggior parte si; pero, qualche volta, con dei sacrifici.
· Dove siete diventate suore?
Alcune di noi sono diventate suore alla Casa Provinciale di Milano, altre a San Bonifacio all’Istituto Magistrale “Guarino Veronese”.
· Come organizzate la giornata con i bambini?
La giornata viene suddivisa così: alle ore 7,30 alle 9.30, gioco libero; dalle 9,30 alle 11,00, lavoro sul libro; dalle 11.30 alle 12,30, pranzo; dalle 12,30 alle 13,00, gioco; dalle 13,00 alle 15,00, a letto i piccoli e i grandi svolgono attività ricreative e, alle ore 15,00, preparazione al rientro a casa e preghiera.
· Vi siete trovate sempre bene con le vostre consorelle?
Si, molto.
· E’ molto faticoso tenere a bada i bambini?
A volte.
· I bambini, ascoltano i vostri consigli, oppure no?
Si, perché si fidano.
· Quanto durano le lezioni?
Di solito tra i 15 e i 45 minuti ciascuna.
· Si lamentano o si divertono delle loro attività?
Si divertono sempre.
· Per le varie feste (la festa della mamma, del papà o altre), fate svolgere dei lavoretti? E con che cosa?
Si. Lavori con la pastafrolla, le stelle filanti e la carta.

Intervista agli anziani del centro “Querce”

Il nostro gruppo addetto alle interviste si é recato al centro per anziani “Querce” per rivolgere loro una piccola intervista.
Questi si sono riuniti attorno a noi e la portavoce, signora Mirella Creasi, gentilmente ha risposto alle nostre domande.
· Com’era il paese di San Giovanni Ilarione una volta?
San Giovanni Il., una volta, era un paese piccolissimo; difatti, sotto le scuole elementari “A. Stefani” non c’era niente, ed era anche un luogo poco industrializzato.
· Come si svolgeva la vita?
La vita si svolgeva lavorando duramente, per tutto il giorno.
· Che trasformazione ha avuto San Giovanni Ilarione da un tempo ad oggi?
Dal passato ad oggi, il paese si é ingrandito del 100% e la popolazione si é ampliata notevolmente.
· E’ meglio vivere di questi tempi o in quelli di una volta? Perché?
E’ meglio vivere di questi tempi, perché si guadagna di più; Però, una volta, siccome non c’era la TV, molte persone andavano nelle stalle ed organizzavano delle commedie, molto più belle di quelle che si tengono oggi.
· Come si veniva trattati a scuola?
A scuola, un volta, per castigo, o si andava dietro la lavagna o si prendevano bacchettate sulle dita.
· Quali erano le materie considerate più importanti?
Le materie più importanti erano: storia, geografia e matematica.
· A quanto ammontava lo stipendio medio di una persona?
Una volta, il guadagno medio era di 92 £. al massimo 300 £ire.
· Quali erano i giochi più diffusi?
Una volta, sempre se si poteva, si giocava sulle strade o sulle piazze con trottole, marmore (biglie), bocce di pietra, corda, sassetti, e con i carretti.
· Quali erano i cibi più diffusi di una volta?
Il cibo più diffuso era la polenta. Gli altri cibi come salame, formaggi, ecc.. venivano consumati solo in occasioni importanti.
· Erano migliori i cibi di una volta o questi moderni?
I cibi migliori sono quelli di oggi, ma quelli di una volta erano più genuini.
· Quali erano i principali lavori di una donna?
Per le ragazze e le donne i lavori erano le faccende domestiche oppure si spostavano in città per prestare servizio nelle case dei ricchi.
· Quali erano i principali lavori di un uomo?
Per i ragazzi e gli uomini, le attività principali si svolgevano nei campi. Lavoravano con strumenti a mano; zappa, falce, ecc…
· Quale tipo di rapporto c’era tra genitori e figli?
I genitori erano molto severi: non si poteva parlare a tavola, si doveva prendere esempio dai grandi e si aveva grande rispetto per gli anziani.
· Come facevano, un tempo, i giovanotti a conquistare le ragazze?
Le ragazza si incontravano, di solito, alle feste da ballo; le si invitava a ballare e, se accettavano di essere accompagnate a casa, vi era possibilità di rivederla e di approfondire la conoscenza.


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