Procedendo nella nostra ricerca, ci é parso opportuno menzionare alcune personalità illustre che per motivazioni differenti hanno legato il loro nome a quello di San Giovanni Ilarione, sia nella storia passata, sia in quella più recente.
Alcuni cittadini di San Giovanni Ilarione hanno frequentato
istituti salesiani, notoriamente fondati da Don Bosco.
Essendone, quindi, particolarmente devoti hanno creduto opportuno
illustrare erigere in paese una statua, raffigurante questo
religioso.
Per questo abbiamo creduto opportuno illustrare quelli che sono
stati i suoi principali insegnamenti morali ed educativi.
Secondo Don Bosco, lo scopo fondamentale delleducazione dei
figli consiste nellaiutarli a diventare padroni della
propria vita e del proprio comportamento.
Lo sviluppo dellautodisciplina é però una questione di
maturazione e quindi passa per diversi stadi.
Il sistema preventivo non é affatto permissivo, ma tiene sempre
conto delle condizioni esterne e della loro influenza
sui figli.
Don Bosco sapeva che il fine delleducazione é la
costruzione di una persona autonoma.
I concetti fondamentali del pensiero del suo erano:
lallegria, lo studio e la pietà.
La Casa Salesiana classica é perciò basata su un
trinomio di strutture: cortile, scuola e chiesa.
La scuola per Don Bosco, era un elemento importantissimo per la
personalità dei giovani: lo sentiva così acutamente che, fin
dai primi tempi, giovanissimo, organizzò le scuole
domenicali e festive. Successivamente, nel novembre
del 1845, affittò tre
camerette per le prime scuole serali torinesi
soprattutto. Don Bosco intuì che la formazione della
mente é vitale per tutti i ragazzi e che tutti possono
riuscire, se vengono inseriti in un ambiente che li
stimola ad imparare. I ragazzi che, per la prima
volta, entrano in una casa salesiana, sono invitati ad una
piccola cerimonia suggestiva: in teatro con i superiori e i
professori schierati sul palco, ascoltano la solenne lettura del
regolamento.
Fig.1 Monumento a Don Bosco
Don Bosco (Fig.1) sapeva che il fine delleducazione é
la costruzione di una persona autonoma e responsabile:
svezzava quindi i suoi ragazzi molto precocemente,
responsa-bilizzandoli con incarichi di notevole impegno.
Nel 1848, affidò i pochi soldi della comunità di Valdocco a
Giuseppe Buzzetti, allora diciassettenne.
Anche Michele Rua divenne direttore delloratorio
dellAngelo Custode a 17 anni.
Unaltra espressione tipica del sistema educativo di Don
Bosco era lo spirito di famiglia.
Don Bosco chiama i suoi istituti case e scrive che
gli educatori devono essere dei padri amorosi.
Don Bosco ha chiaramente intuito che la famiglia non é
costituita solo dal legame di sangue, da motivazioni economiche,
legali e sociali e religiose.
Gli unici legami che rendono vera una famiglia sono
laffetto e lamore.
La famiglia può essere definita un nucleo affettivo originario.
Questo nucleo solido é la base di partenza per la formazione
degli individui e si concretizza in una serie di fattori vitali:
quelli che formano il vero spirito della famiglia.
Don Bosco, inoltre, aveva un nemico: lozio, e la ha sempre
combattuto.
Nato a San Giovanni Ilarione il 30 settembre 1902, si laureò
in lettere e filosofia.
Insegnò dapprima alle Università di Oslo e di Sofia.
Fu sovrintendente agli studi di Milano dal 1947 al 1952; studioso
di letteratura italiana allAccademia dellArcadia,
decano di vari istituti di cultura italiana allestero,
molti, in qualità di presidente, fu presente alla biennale
darte di Venezia (dal 1963 al 1967).
Fu consigliere (Fig. 2) dellIstituto di musica e teatro
della fondazione in cui tenne la cattedra di letteratura italiana
presso lUniversità di Venezia, Ca
Foscari.
Morì improvvisamente a Milano alletà di 65 anni, nel
marzo del 1967.
A lui é dedicata la nostra Scuola media.
Fig.2 Mario Marcazzan
Gran parte della storia del nostro paese dal 1600 al 1800, é
legata al nome di questa nobile famiglia.
Il suo stemma, un albero verde posto su una collina, si può
vedere allingresso dellattuale corte Vandin. (Fig.
3).
I Balzi diventarono grandi proprietari verso il 1600.
Si estinsero nel 1856, con Claudio Bevilacqua-Lazise.
Nel loro albero genealogico si riscontrano parecchi religiosi:
Domenica e Adelaide (suore); Gianbattista (prete); Michelangelo
(gesuita) e Stefano (canonico della cattedrale di Padova).
I primi Balzi si segnalano in paese nel 1546 e sono Domenico e
Francesco.
Nel 1669 Andrea e Sebastiano, figli di Giambattista, otten-nero
residenza fissa a San Giovanni Ilarione. Achille, a cui andrà
leredità di Andrea, é da ricordare per la erezione della
cap-pella presso le Boarie (1715). Successore di Achille é
Sebastiano Igna zio, figlio di Laura Ghellini ed é famosa per la
sua galleria darte a Vicenza.
Fig.3 Portale dingresso villa Balzi