Scuola media "M. Marcazzan"
di San Giovanni Ilarione


Aspetto artistico La storia della chiesa Il campanile Il campanile (poesia)

ASPETTO ARTISTICO

Tra i vari aspetti analizzati, ci é parso interessante approfondire quello artistico: infatti, il nostro paese conserva monumenti e testimonianze del passato di grande valore, oltre che storico, anche artistico: la bella chiesa con l’alto campanile ne é un chiaro esempio, e rappresenta il simbolo dell’importanza di S. Giovanni Ilarione aveva anche nei tempi lontani.

La storia della chiesa di San Giovanni Ilarione

Alla fine dell’Ottocento, la chiesa di S.Caterina in Villa (Fig. 1) di San Giovanni Ilarione era troppo piccola per accogliere la numerosa comunità parrocchiale.
Il vescovo di Vicenza, Antonio Feruglio, durante la sua visita pastorale del 29-30 agosto 1898, diede il permesso di costruire una parrocchia più grande.
I lavori di restaurazione cominciarono nel maggio del 1900; i soldi da riscuotere erano troppi, così rimasero i debiti da pagare.
Il 25 agosto, l’ingegnere Antonio Borgo concluse i lavori istituiti per le fondamenta.
Il 22 agosto 1902, venne rifatta la prima parte dell’edificio. L’anno successivo venne restaurata anche la seconda.
Giunti a questo punto, i lavori esterni vennero ultimati.
Nell’anno 1907 l’artista e pittore Fausto Candenotti realizzò le vetrate.
Tra l’anno 1908 e 1909, lo scultore Egisto Caldana di Vicenza decorò le pareti interne con disegni, rifiniture e sculture. Quando l’impresa giunse al termine, i debiti da liquidare erano pochi; infatti Don Francesco Trecco riuscì a pagare gli artisti.

Fig.1 S. Caterina in Villa

Per il richiamo alla Curia Pastorale, Don Francesco si ritirò e, a succederlo, fu il parroco Augusto Zorzi.
Quest’ultimo fece realizzare il pavimento a piastrelloni bianchi e rossi e si preoccupò dell’arredamento della chiesa.
Quando il parroco morì, venne la suo posto Antonio Antoniol; egli fece dipingere e decorare dal pittore Dino Menato alcune pareti ancora da ritoccare.
Alla sua morte, gli successe Don Francesco Meneghello che, per finire, fece alzare il campanile e ristrutturare l’altare.
A questo punto, si può dire che la chiesa di S. Caterina in Villa era stata ultimata; fu decorata ed abbellita nel corso degli anni.

Il campanile

Il campanile della chiesa di San Giovanni Ilarione fu costruito nel 1910 (Fig. 2).
Nel 1909 la situazione finanziaria della chiesa era in crisi e quindi non si poteva parlare di campanile; ecco perché se ne accennò e fu costruito solo nel 1910.
Fu costruito senza un preciso progetto, ma solo allo scopo di essere capace di contenere delle campane, ed era alto più di 15 metri.

Fig.2 Il campanile nel 1909

Nel 1987, però, il parroco Don Francesco Meneremmo ritenne giusto dare alla comunità un vero e proprio campanile, visto che il primo era inadeguato per dare un suono ampio a tutto il paese, infatti non poteva contenere molte campane ed era troppo basso. Quindi venne rialzato e rivestito, come il vecchio campanile, di pietra calcarea, mattoni e pietra basaltica; venne terminato nel 1989 (Fig. 3). Oggi si eleva alto per circa 35 metri.

Fig.3 Il nuovo campanile a lavori ultimati

Il Campanile

Resa la Chiesa arte un gioiello,
al nostro Don Francesco Meneghello,
una cosa gli stava molto a cuore
quanto gli disse un bel dì Monsignore:

La Chiesa è grande ed è anche molto bella,
ma con quel campanile é poverella”
Quanti ostacoli, quante opposizioni,
quanti pareri quante discussioni!

L’operazione “Campanile Nuovo”
Sembrava ancora fallita di nuovo.
Ma con quel santo detto: “Se tu vuoi”
raggiungere potrai quello che vuoi;

il grande don Francesco Meneghello
riuscito è ad ottenere proprio quello
di prolungare, lo stesso stile
della chiesa, il presente Campanile.

O campanile, tu che da tanti anni
ci parli e nelle gioia e negli affanni,
sempre umile simpatico e anche bello,
noi ti vedemmo un dì: lungo alto e snello,

Ignudo ieri, ma ti hanno rivestito
come fosti dai padri costruito.
Ora: robusto, solenne e slanciato,
da iniezioni di ferro alimentato,

con la base su roccia cementata,
con la schiena di spranghe rigata,
noi t’ammiriamo più forte e più bello
rispecchiato nel verde di Castello.

E, quale autentico signor padrone,
che dall’alto: indica, approva e dispone,
sorveglia, o campanile da lassù
e proteggi la nostra gioventù.

Allontana: tempeste e pestilenze,
stragi guerre e morali sofferenze.
Proclama la bontà del Salvatore
e la potenza del Buon Dio Signore.

O campanile, nostro grande amor
sprigiona le alte tue virtù sonore,
sogno di Parroci e parrocchiani
solennità oggi, arte sacra domani.

Suona le sei nuove campane,
voci di Dio e delle fatiche umane.
Vola sui monti, sui colli e sui piani
e risveglia: uomini giovani e anziani.

Rilancia i tuoi din don qualificati
per ogni cerimonia programmati,
ricchi: di vita. di pace e d'amore
c di tanta speranza nel dolore.

Antonio Ciman


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