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Tanto appare oscura ed
incomprensibile per gli adulti l’Arte Contemporanea, tanto è per i
ragazzi un entusiasmante gioco delle possibilità. Incidere, tagliare,
cucire, dipingere, sovrapporre, svelare, coprire. E’ una epifania;
l’origine di una trasformazione che disvela nuove conoscenze
dell’essere e bizzarrie fantastiche dell’esistenza. Non è facile
avere a che fare con la propria immagine senza essere mossi da
sentimenti contrastanti . Non siamo mai indifferenti a noi stessi; così
è successo a loro. Fra lunghi silenzi e pudiche relazioni, come in uno
specchio si sono guardati, ascoltati e, un po’ per gioco, un po’ per
intuizione creativa le immagini si sono trasformate in qualcosa di
contaminato dove il mondo dell’arte, la casualità, inceppi dei mezzi
tecnologici hanno fornito assemblaggi inusuali ed interessanti. I loro
volti inizialmente così chiari e leggibili sono diventati macchie,
oggetti, moduli, ambiguità, evocazioni, atmosfere, sedimenti materici.
Il gioco, effimera dimensione che si presta alla speculazione, diventa
tempo della creatività, della percezione, della elaborazione di nuovi
linguaggi in grado di fissare le tracce della loro esistenza.
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