La Roverella è un albero di altezza media con corteccia scura, fessurata in scaglie. Con fusto spesso tortuoso, corto, con chioma rotonda, chiara e diffusa. Le dimensioni delle foglie e la forma dei frutti sono molto variabili; le foglie sono marcescenti, cioè rimangono sull'albero, secche, fino alla primavera seguente. Le ghiande sono piccole quasi sferiche, allungate, talvolta ovoidali e grosse. Cresce di preferenza sui terreni calcarei secchi e perfino sugli altopiani più aridi; le estati più torride raramente gli recano danno; gli inverni non la toccano. Nel meridione la roverella è tenuta a ceduo per ottenere legna da ardere, in boschi radi, con frequenti radure a vegetazione rasa, dove la rigenerazione è spesso nulla, dove le piante spinose, progrediscono a danno degli alberi. Il legno della roverella, duro, compatto, serve ai nostri giorni, unicamente a riscaldare chi è rimasto fedele al legno combustibile. I tronchi, pure irregolari, ed i grossi rami, appena squadrati sono stati preferiti ad ogni altro legno per la falegnameria di campagna, nelle zone dove quest'albero è comune. I tartufi crescono sotto le querce con le quali vivono in simbiosi; in questo caso il terreno è particolarmente spoglio, quasi privo di erbe. Ci sono dei cani addestrati per la ricerca di questi funghi; la roverella è tra i principali produttori di questi funghi tanto apprezzati.
Il Rovere è un grande albero dal portamento assai variabile, superando
raramente i 40 m di altezza. Il suo fusto è molto diritto, cilindrico se cresce
nei boschi mentre tende ad espandersi in orizzontale se cresce isolata; la
corteccia è più o meno fessurata secondo la rapidità o la lentezza della
vegetazione. La rovere cerca i terreni leggeri, ben drenati, anche poveri; si
trova anche sul calcare, quando la roccia è alternata in argilla. Il suo clima
ideale è quello temperato- oceanico, molto piovoso; la rovere è l'albero
tipico delle colline, delle montagne basse. La rovere può vivere diversi
secoli.
Il legno del rovere è color bruno fulvo chiaro, o scuro; si usa per la
fabbricazione di botti, barili, tini, pali e per la maggior parte strumenti
vinicoli; molto usato anche per pavimenti, gradini ecc. per le sue eccellenti
caratteristiche meccaniche. È un ottimo combustibile.
E' la quercia che, un tempo, copriva l'intera pianura padana da cui s'insinuava nelle valli alpine dove veniva ben presto sostituita dal rovere e dalla roverella. Predilige infatti i terreni alluvionali profondi e ricchi di acqua. Le caratteristiche del legno sono analoghe a quelle della rovere da cui si distingue soprattutto per le ghiande portate da un lungo peduncolo. A San Giovanni Ilarione è forse possibile trovare qualche esemplare nei fondovalle.
Un altro grande albero , più raro dei precedenti , è il Cerro . E' la
quercia a più rapido accrescimento, ma fornisce un legname piuttosto scadente.
Le sue ghiande sono caratteristiche; le cupole non sono lisce ma muscose, e
questo le rende inconfondibili.
Qualche esemplare potrebbe essere presente nei nostri boschi.