La Robinia (Robinia pseudoacacia)

A cura di Dalla Benetta Francesco, Maporti Manuele.

La robinia è un albero alto 15-25 metri con una chioma ampia e
chiara formata da rami irregolari e spinosi; ha una corteccia grigio-bruna. 
Ha foglie lunghe 10-25 cm e foglioline ovali; piacciono molto agli erbivori, ma possono causare intossicazioni mortali nei cavalli, nelle mucche e nei conigli. Ha fiori bianchi e frutti: baccelli molto appiattiti, lunghi 5-8 cm, contenenti fino a 8-12 semi. La robinia conta 25 specie in America settentrionale e in Messico. Nel 1601, il botanico Jean Robin, seminò in Francia i semi dell'albero cui Linneo avrebbe dato il suo nome. I primi botanici la classificarono nel genere Acacia, attualmente invece la specie è classificata come Robinia pseudoacacia. I semi interrati da Robin provenivano dall'America settentrionale da dove l'albero è originario. In America la robinia cresce in modo sparso, poco abbondante, nelle foreste di latifoglie. Non forma mai dei popolamenti estesi e resiste perfettamente al freddo più intenso. In tutta l'Italia, si incontra nelle basse e medie altitudini, soprattutto sui terreni ricchi e freschi e nei luoghi incolti dove tende a divenire infestante. La robinia può vivere più di 200 anni, anche se nei boschi non arriva mai ad una simile età. E' di un colore Giallo-brunastro o verdastro, è duro ed abbastanza pesante. Il legno della robinia è uno dei migliori nelle nostre zone; resiste lunghi anni all'umidità, all'immersione, agli attacchi degli insetti e degli agenti distruttori (sostanze tossiche). E' usato per fare i raggi delle ruote dei carri, è usato nei cantieri navali e nell'industria aeronautica. Le caratteristiche meccaniche di questo legno sono addirittura migliori di quelle del rovere. Si pensa ad ulteriori sviluppi del suo utilizzo nel prossimo futuro. Dato che la pianta contiene delle    sostanze tossiche, robinia e la robinina, simili alla ricina contenuta nel Ricino, veleno che agglutina e precipita i globuli rossi, il suo impiego richiede una certa prudenza.