La robinia è un albero alto 15-25 metri con una chioma ampia e
chiara formata da rami irregolari e spinosi; ha una corteccia
grigio-bruna.
Ha foglie lunghe 10-25 cm e foglioline ovali; piacciono molto agli erbivori, ma
possono causare intossicazioni mortali nei cavalli, nelle mucche e nei conigli.
Ha fiori bianchi e frutti: baccelli molto appiattiti, lunghi 5-8 cm, contenenti
fino a 8-12 semi. La robinia conta 25 specie in America settentrionale e in
Messico. Nel 1601, il botanico Jean Robin, seminò in Francia i semi dell'albero
cui Linneo avrebbe dato il suo nome. I primi botanici la classificarono nel
genere Acacia, attualmente invece la specie è classificata come Robinia
pseudoacacia. I semi interrati da Robin provenivano dall'America settentrionale
da dove l'albero è originario. In America la robinia cresce in modo sparso,
poco abbondante, nelle foreste di latifoglie. Non forma mai dei popolamenti
estesi e resiste perfettamente al freddo più intenso. In tutta l'Italia, si
incontra nelle basse e medie altitudini, soprattutto sui terreni ricchi e
freschi e nei luoghi incolti dove tende a divenire infestante. La robinia può
vivere più di 200 anni, anche se nei boschi non arriva mai ad una simile età.
E' di un colore Giallo-brunastro o verdastro, è duro ed abbastanza pesante. Il
legno della robinia è uno dei migliori nelle nostre zone; resiste lunghi anni
all'umidità, all'immersione, agli attacchi degli insetti e degli agenti
distruttori (sostanze tossiche). E' usato per fare i raggi delle ruote dei
carri, è usato nei cantieri navali e nell'industria aeronautica. Le
caratteristiche meccaniche di questo legno sono addirittura migliori di quelle
del rovere. Si pensa ad ulteriori sviluppi del suo utilizzo nel prossimo futuro.
Dato che la pianta contiene delle sostanze tossiche, robinia e
la robinina, simili alla ricina contenuta nel Ricino, veleno che agglutina e
precipita i globuli rossi, il suo impiego richiede una certa prudenza.