Noce (Juglans regia)

A cura di Prando Antonella, Fusa Camilla, Prando Lorena

Ha foglie ampie, imparipennate, e fiori monoici, bianco - verdini (i maschili formanti grossi amenti penduli, i femminili raggruppati in racemi di 2 - 4 elementi). Il frutto è una drupa di colore verde che diventa nera per marcescenza del pericarpo e del mesocarpo; l'endocarpo legnoso racchiude il seme edule, ricco di grassi. La pianta, originaria della Persia e dell'Himalaya, fu introdotta nella regione mediterranea fin dall'antichità e vi si è ambientata crescendo spontaneamente fino a 1000 m d'altitudine. Pure coltivato nei nostri parchi è il noce nero o americano (Juglans nigra) che presenta un fogliame ricco ed elegante; ha dimensioni maggiori del precedente e frutto a forma di grossa drupa sferica, di sapore mediocre. Da entrambe le specie si ricava ottimo legname, duro, compatto, elastico, abbastanza pesante e di facile lavorazione. Nel mondo i maggiori produttori sono gli U.S.A, (buona parte del raccolto si fa in California, regione che per tecnica colturale, scelta varietale e organizzazione commerciale è decisamente all'avanguardia). Altri forti produttori sono la Turchia, la Cina e l'Italia. Nel nostro paese la coltura del noce si estende su 65000 ettari ca., ma di questi soltanto 1200 sono in coltura specializzata. La produzione è concentrata per oltre i 2/3 in Campania, definita appunto la terra del noce. Qui si trova il noce di Sorrento, la maggiore fra le cultivar locali (malizia, tonda di San Martino, Panella). Molti sono i problemi che assillano la produzione nazionale di noci: dal miglioramento genetico delle varietà locali, alla ricerca di adeguati portainnesti, al sistema di propagazione (il metodo oggi usato è l'innesto ma il noce è fra le piante più difficili da innestare), alla tecnica colturale specie in ordine alla meccanizzazione delle operazioni di raccolta e, infine, alla commercializzazione che risente della carente purezza, uniformità e qualità del prodotto.