Come tutte le Moracee, il gelso contiene un lattice bianco.
Ha la sagoma ampia e arrotondata e foglie caduche; la sua altezza non supera in
genere i 12 metri. Il gelso bianco (Morus Alba) è un po' più piccolo del suo
parente stretto, il gelso nero, ed anche le foglie sono più piccole e delicate,
di color verde chiaro, irregolarmente dentate al bordo, lisce e brillanti sulla
pagina superiore, come se fossero verniciate, leggermente pelose al di sotto;
assumono color giallo in autunno. I fiori, insignificanti, formano amenti
allungati e fitti. Dopo la fioritura, che avviene in primavera, compaiono i
frutti che matureranno in estate.
Le more del gelso bianco, composte da numerosi acini contenenti i semi, sono di
colore bianco-rossastro, succose, il sapore agrodolce.
Un tempo i gelsi venivano coltivati per le loro foglie che costituivano il cibo
dei bachi da seta. Come il baco, anche il gelso è di origine orientale ed è
stato importato in Europa nel corso del XV secolo (1400).
Coltivazione: la riproduzione si realizza per seme nella specie naturale e per
margotta, o per innesto, nella cultivar prescelta; le vecchie piante
appartengono quasi tutte alla varietà "Morettini". Oggigiorno si sta
assistendo ad un rilancio della coltura in alcuni comprensori utilizzando nuove
varietà che producono foglie più grandi ed una massa fogliare maggiore per
unità di superficie investita. Il gelso bianco cresce bene nelle regioni
irrigue e piovose; ha crescita lenta, circa 5 metri in 20 anni, e tuttavia più
rapida del gelso nero.Il terreno deve essere mobile e neutro. Sebbene
quest'albero preferisca l'umidità, si adatta anche ad ambienti più asciutti e
tollera l'atmosfera più inquinata delle città, il freddo e la salinità delle
regioni costiere. Nelle nostre campagne è facile imbattersi in vecchi esemplari
generalmente cavi, muti testimoni dell'allevamento del baco da seta che
continuò fino all'inizio dell'ultima guerra mondiale. Queste piante, seppur
contorte e scavate dalla carie resistono in modo incredibile ai parassiti e
continuano a vivere. Capita talvolta di imbattersi, specie nei luoghi incolti,
argini ecc., in esemplari giovani nati da semi diffusi dagli uccelli che vanno
ghiotti dei loro frutti. La specie comunque non si è mai veramente
naturalizzata. La carie, di cui tutte le vecchie piante di questa specie
sembrano soffrire, deriva dalle continue capitozzature che erano costrette a
subire tutti gli anni al fine di fornire abbondante fogliame per i voraci
bruchi. Stranamente, anche se il baco da seta non è allevato, è rimasta negli
agricoltori l'abitudine di capitozzare frequentemente il gelso; nei rari casi in
cui la pianta viene lasciata libera di svilupparsi, il gelso mostra
tutto il suo valore come albero ornamentale. Qualche esempio lo troviamo anche
nel nostro paese, San Giovanni Ilarione.