FICO (Ficus carica)

A cura di Rossetto Matteo, Avogaro Filippo, Rigodanzo Manuele

FAMIGLIA: Moracee
ORIGINI: Asia occidentale

Il fico viene coltivato nei paesi del Bacino Mediterraneo fin dai tempi più remoti; inoltre vi cresce spontaneo nei terreni secchi e sassosi esposti a mezzogiorno. Può misurare fino a 10 m di altezza; ha un aspetto piuttosto tozzo, portamento di tipo arbustivo e sagoma arrotondata. La corteccia è di color grigio metallizzato all'inizio, ma si scurisce con l'età. Le foglie sono ampie, caduche, carnose e coriacee, di colore verde scuro brillante superiormente, e verde grigiastro sulla pagina inferiore; sono vellutate su entrambe le facce. Hanno forma lobata con 3-5 lobi arrotondati, pi arrotondati all'estremità e leggermente dentati. I rami del fico secernono un lattice astringente di sapore amaro; i fiori sono insignificanti, racchiusi entro un falso frutto rotondeggiante chiamato Siconio, che presenta un piccolo orifizio nella parte superiore, attraverso il quale avviene l'impollinazione. Dopo la fecondazione, si forma il frutto, molto zuccherino, di colore verde, giallo o viola scuro, commestibile fresco o secco.
Il fico si moltiplica prevalendo le talee da soggetti di 2-3 anni. In inverno, si taglia un tratto di ramo di circa 10 cm di lunghezza e 2,5 cm di diametro, si interra quasi completamente e si annaffia spesso, finché non ha messo le radici. Per crescere correttamente, il fico ha bisogno di una superficie minima di circa 6 mq. E' possibile anche la margotta di un ramo basso. Esistono cultivar a frutto verde, giallo o viola scuro. Il fico non teme la siccità, ed ama l'esposizione a mezzogiorno in pieno sole. Gli alberi adulti tollerano anche gli inverni freddi, mentre le piante giovani vanno protette dal gelo, in genere non sono necessarie. Il fico è probabilmente originario del bacino del Mediterraneo e in ogni modo è qui presente da millenni; si trova rappresentato nei geroglifici egizi. Anticamente si ricavava dalla sua polpa fermentata un vino di qualità non straordinaria. Nella bassa Lessinia esistono pochi frutteti specializzati nella sua coltivazione; esistono invece molte piante coltivate per consumo personale presso le corti rurali. Nei luoghi incolti e aridi si trova invece la pianta selvatica che ha in genere un portamento arbustivo (caprifico). La fecondazione avviene ad opera di un insetto, la Blastophaga psenes.