Il Castagno (Castanea sativa)

A cura di Gambaretto Dario, Simonini Matteo.

Eccezionalmente longevo, può arrivare a 30- 35 m d'altezza. Il tronco può raggiungere un diametro di diversi metri, a corteccia molto spessa e percorsa da solchi longitudinali contorti. foglie, caduche di forma ellittico- ovoidale, hanno lembo cogliaceo, con nervature particolarmente in rilievo, e margine seghettato. I frutti sono ancheni avvolti, a tre a tre, da un involucro spinoso quadrivalve, derivante dal primitivo involucro squamoso che protegge i fiori femminili.
Il castagno ha un'area di diffusione molto vasta che corrisponde più o meno ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Può anche abbandonare le zone litoranee per spingersi a nord fino alle coste meridionali dell'Inghilterra; nel Canton Ticino, in Ungheria, in Romania e sui Carpazi forma boschi di dimensioni considerevoli. In Italia è il tipico dell'orizzonte submontano; i suoi limiti altitudinali sono comunque molto variabili, andando da un minimo di 300- 400 m ad un massimo di 1000- 1200 m o talvolta di 1500- 1600 m ( come sulle pendici dell'Etna ).
Il castagno è una delle specie più importanti per diffusione e produttività non meno che per il contributo alla difesa idrogeologica e per la notevole funzione paesaggistica. La produzione del castagno è significativa tanto per i frutti che per il legname. Mentre il frutto si ottiene da castagnette su un fusto diritto, la produzione del legno è tipica delle forme a ceduo. Il legname di castagno viene utilizzato per le industria mobiliera, paleria, estrazione del tannino ecc. e rappresenta il 20% di tutto il legno prodotto in Italia. Interessante è anche lo sfruttamento in consociazione erbacea, per esempio, con il pascolo, nel quadro di aziende silvo-pastorali di colle o di monte.
La sopravvivenza della cultura del castagno e delle numerose attività connesse è insidiata all'abbandono delle aree montane da parte delle popolazioni e della diffusione di vari parassiti specifici, come marciume radicale, mal dell'inchiostro e, specialmente, cancro corticale.
La Castagna è il frutto del castagno, contenuto in numero di 2 o 3 entro la cupola di forma e di dimensioni variabili. I dicotiledoni, ineguali, carnosi, avvolti da una sottile membrana vellutata, con plicature più o meno profonde, costruiscono la parte commestibile; all'esterno vi è la buccia, un pericarpio bruno a striatore più scure, liscio, lucente e coriaceo. La castagna viene consumata, arrostita o lessata e fornisce un alimento ricco di zuccheri e amido, ma povero di proteine. Se ne preparano canditi e farine usate per pasticceria. Quasi tutte le piante della famiglia delle Fagacee sono, o possono diventare, veri e propri "monumenti" vegetali, con l'immensa chioma che fa "vela" al vento. Eppure, questi grandi alberi resistono per secoli a tutte le intemperie e ai venti più violenti. Non per nulla i latini, per indicare il concetto di "forza", impiegavano proprio la stessa parola, rubor, con la quale indicavano il rovere, una specie di quercia che già conosciamo. Il tronco delle querce, infatti, non è soltanto molto grande, ma è anche fatto di un legno particolarmente robusto: per questo motivo può sostenere senza difficoltà il peso di diverse tonnellate di rami e di foglie!