Si narra in un libro di Confucio che un'imperatrice cinese insegnò ad allevare
il baco da seta e a tesserne la bava, ben 2600 anni prima di Cristo e che il
popolo riconoscente la divinizzò e adorò come "Dea della seta".
Custodita gelosamente nei recessi della corte imperiale, il silenzio
avvolse per lunghi secoli la scoperta, e solo nel quarto sec. d.C. il Giappone e
l'India ne vennero a conoscenza, si dice grazie all'astuzia di una principessa
cinese andata in sposa al re del Turkestan che, per non rinunciare ai suoi abiti
di seta, ( così dice una leggenda ), nascose nei capelli alcune uova del
prezioso animale. Quando, nel primo sec. d.C., sotto l'imperatore Augusto, Roma
venne a contatto con il fasto dell'oriente, e oro, gioielli, profumi, entrarono
nelle case dei nobili, la seta divenne il tessuto preferito per l'abbigliamento
femminile. Nei mercati dell'Asia Minore, i Romani appresero che la seta
proveniva dalla Cina ( chiamarono infatti i cinesi "Seres", dal greco
"seres" =seta), ma ignorarono di qual materia essa fosse composta : la
credettero un prodotto vegetale, ricavato da piante non esistenti in Europa. Fu
solo più tardi, nel sesto secolo, dopo Cristo, che mediante uno stratagemma,
l'allevamento del baco poté essere introdotto anche nei paesi mediterranei.
Quando ormai l'impero Romano d'occidente si spegneva sotto l'ondata delle
invasioni barbariche, ed a conservare la civiltà latina rimaneva l'impero
Romano d'Oriente, si racconta che due monaci, inviati dall'imperatore
Giustiniano a diffondere la parola di Cristo nelle terre asiatiche, riportarono
alla capitale Bisanzio ( l'odierna Costantinopoli ), nascosti nelle canne dei
loro bastoni di viandanti, alcuni bozzoli del baco da seta. Fu così che, in
Grecia, in Persia e nelle città italiane di diretta influenza bizantina, furono
organizzati i primi allevamenti.Gli Arabi, nel IX sec. dettero nuovo incremento
alla sericultura in Persia, in Sicilia e, soprattutto, in Spagna. La Cina ne
rimase tuttavia la maggiore produttrice: l'itinerario percorso dai mercanti
occidentali che si recavano in Cina fu chiamato per lungo tempo "la via
della seta". Si può dire che la diffusione della sericultura negli altri
Paesi Europei è dovuta prevalentemente agli italiani: genovesi furono
coloro che per primi trasferirono il commercio della seta ad Avignone, italiani
furono i primi allevatori del baco in Inghilterra ed in Svizzera. Come non
supporlo, del resto, se, nella Firenze dantesca, ricca d'industrie e di commerci
con i paesi d'oltralpe, esisteva, a tutelare i diritti dei setaioli, la
"Corporazione della seta"?
Il' 500, nell'Europa tutta, fu il suo secolo d'oro: provano ciò i lucidi
tessuti dai mille riflessi, i ricchi damaschi dai fantastici disegni ed i
pesanti velluti dai caldi colori, dipinti con frequenza dai pittori dell'epoca.
Al giorno d'oggi la seta va sempre maggiormente diffondendosi sui mercati di
ogni nazione; rimangono tuttavia maggiori produttori, per felicità di clima e
per antichità di tradizione, quei paesi che per primi se ne occuparono: la
Cina, il Giappone, Italia e con gran distacco, l'India.